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Rimpatrio rapido per tutti i violenti

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08.01.2026

Gentile direttore Feltri,
leggo dell'omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, 34 anni, ucciso a coltellate a Bologna. L'assassino, Marin Jelenic, 36 anni, croato, senza fissa dimora, irregolare, con precedenti per porto d'armi da taglio e comportamenti violenti, era già stato fermato e identificato poco prima per aggressioni e molestie ai passeggeri su un treno. Eppure è stato lasciato andare. Com'è possibile che un individuo del genere, già noto e già pericoloso, sia stato libero di tornare in strada e ammazzare? A cosa serve fermare e identificare, se poi si rilascia? Chi risponde di questi buchi? E soprattutto: come si risolve questa situazione che pare ormai quotidiana?

Sandro Micheli

Caro Sandro,
poni la domanda più semplice e più terribile: com'è possibile? E ti rispondo con la stessa semplicità: è possibile perché lo Stato, davanti a certe dinamiche, non è uno Stato, è un ufficio che timbra carte. E quando uno Stato si riduce a timbrare carte, qualcuno muore. Stavolta è morto un capotreno, un lavoratore, un ragazzo di 34 anni, uno che faceva semplicemente il suo mestiere. La storia è agghiacciante proprio perché non è un fulmine a ciel sereno. L'uomo era già stato segnalato per comportamenti violenti e molesti sul treno. Era stato fatto scendere, identificato, controllato. Si sapeva che era irregolare. Si sapeva che era aggressivo. E si sapeva anche che aveva precedenti, e non per reatini da chierichetto: porto d'armi da taglio, condotte violente. E allora ci domandiamo tutti: che........

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