Uno stampato pericolo: Prada 2, sequel ok Il Potere uccide l'arte: attori in pericolo |
Perché il sequel di un film come “Il diavolo veste Prada”, ancora oggi ricordato con adeguata soddisfazione a 20 anni dalla sua uscita, non appare come una stanca e inutile continuazione, ma al contrario sembra la dignitosa conferma di un’operazione che già allora aveva fatto centro? I motivi sono diversi. Innanzitutto questo numero 2 non ha la minima caduta in senso nostalgico degli anni che passano: i personaggi, pur ora inevitabilmente invecchiati, non si tormentano dentro i segni del tempo, non soltanto fisici, rimuginando in modo senile sul come erano e sulla caduta di quella gioventù battagliera. Non c’è nemmeno un attimo in cui il film faccia trapelare questa insoddisfazione esistenziale. Anzi: la battaglia è in pieno svolgimento, perché a cambiare in questi anni non sono stati loro, ma il mondo. Specialmente quello del lavoro. Bastano pochi minuti per capire in quale contesto la società è precipitata. Ritroviamo Andy Sachs, oggi giornalista affermata, nel mezzo di una sua premiazione, ma al tempo stesso anche di un repentino licenziamento (suo e di tutta la redazione), notificato attraverso un messaggio sul cellulare. Se c’è una cosa che riesce a fare questo numero 2, pur mantenendo le........