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Joker, se il clown perde la sua innocenza La struggente Marghera di Segre

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03.10.2019

“Joker” più che un anomalo cinecomic è un noir disperato che sprofonda nella psiche umana. Come tante figure che incarnano il Male, ha avuto un’infanzia difficile, senza padre, con una madre che forse era meglio non avere e oggi, adulto, oltre a essere deriso da tutti, ha gravi problemi di tenuta psichica, che lo portano a ridere sguaiatamente, come una malattia. Fa il clown per campare, vorrebbe essere un comico di successo, si chiama Arthur Fleck e in definitiva cerca solo un po’ di affetto e di amore, ogni tanto sognando situazioni più felici. Ma oltre a essere deriso, finisce spesso bastonato brutalmente. Gotham City lo espelle continuamente e quando la goccia fa traboccare il vaso, in metropolitana, scopre la sua anima vendicativa, brutale e assassina.
Dopo le improvvise e un po' insopportabili polemiche negli States per la violenza espressa (ma in realtà c'è molto di peggio in giro...), che gli hanno praticamente azzerato le possibilità di gareggiare agli Oscar, esce nelle sale questo film d’azione introspettiva su un villain dei fumetti, ma rilanciato da uno sguardo che ne esclude quasi l’appartenenza a quel mondo, come se Todd Phillips, fin qui regista di commedie, inaspettatamente si........

© Il Gazzettino