Cannes 79, giorno 8. Un minotauro da premio Amarga navidad: Almodóvar in surplace |
Due grandi registi per un'altra giornata soddisfacente. Ma se lo spagnolo tende ormai a ripetersi in trame e temi simili, il russo entra a gamba tesa contro la guerra di Putin e di quelli che la rendono possibile.
AMARGA NAVIDAD di Pedro Almodóvar (Concorso) - Sappiamo bene che da tempo Pedro Almodóvar ha smesso i panni del regista provocatorio, insolente, camp, da tacchi a spillo e donne sull’orlo di una crisi di nervi. Il senso del tempo che passa, la sensazione del corpo che invita la malattia, la morte che si avvicina, la crisi creativa hanno ridisegnato il suo stile: non più barocco e scoppiettante, ma compassato, nostalgico, melò. D’altronde anche la Spagna, da quel giorno in cui il regista si affacciò a Madrid per tentare di avviarsi al cinema è assai cambiata e l’euforia del dopo Franco e della libertà ritrovata ora sta in sintonia con i nostri giorni, con quell’Europa frantumata nel suo sogno. Sappiamo infine che abbiamo accettato il cambiamento dallo sguardo irriverente, perché a una certa età le cose si vedono in altro modo e tutto assume un altro senso. Ora però con “Amarga navidad”, appena passato in Concorso a Cannes e in sala anche in Italia, che resta........