Cannes 79, giorno 3. Fatherland cupissimo Farhadi tra realtà e finzione non entusiasma

Seconda giornata del Concorso, con due titoli che confermano come il polacco Paveł Pawlikowski sia il cantore del dopoguerra del Novecento, qui in modo ancora più radicale e cupo, e l’iraniano Asghar Farhadi abbia sempre la scrittura come punto forte, ma la mancanza dei grandi dilemmi morali dei suoi primi lavori lo rendano meno originale e interessante.

FATHERLAND di Paveł Pawlikowski (Concorso) – All’indomani della fine della II Guerra Mondiale, lungo una Germania distrutta a macerie, il grande scrittore Thomas Mann, al suo ritorno in patria, percorre la strada che va da Francoforte a Weimar, vale a dire dal territorio americano a quello russo. Lo accompagna in questo viaggio in auto la figlia Erika, che scopriamo all’inizio al telefono col fratello Klaus (l’autore di Mephisto). Colti lungo il percorso dal suicidio di quest’ultimo, avvenuto proprio a Cannes, Thomas (Hanns Zischler) tiene discorsi, mentre Erika (Sandra Hüller) tenta di elaborare il lutto fraterno, dimostrandosi assai meno ottimista del padre sul futuro dell’Europa, sullo sviluppo di una necessaria........

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