Il matrimonio che s'ha da fare tra Poste e Tim
L’affare metterebbe in sicurezza un’infrastruttura strategica come le telecomunicazioni, dando vita a “un campione nazionale sistemico” nella connettività e nei servizi tecnologici avanzati senza lasciare quelli tradizionali. È il grande gruppo che manca all'Italia per un nuovo salto tecnologico
Poste-Tim, operazione di mercato o ritorno della mano pubblica? Parla l'ex ministro Tria
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Del Fante (Poste): "Nell'opas su Tim il governo non è coinvolto. Nasce dalla nostra visione strategica"
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L'Opas di Poste su Tim non c'entra con il sovranismo
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C’era una volta PT, che stava per Poste e Telegrafi; il marchio resta, sempre PT, ma diventa Poste e Tecnologia. L’offerta per acquisire Tim vuole dar vita a “un campione nazionale sistemico” nella connettività e nei servizi tecnologici avanzati senza lasciare quelli tradizionali. L’Italia ha due campioni bancari (Intesa e Unicredit), due energetici (Eni ed Enel), uno nella Difesa (Leonardo), manca ancora un grande gruppo con la taglia, i capitali, la strategia e il management per offrire ai singoli, alle famiglie e alle imprese gli strumenti necessari al nuovo salto tecnologico. Tim può dare tutto quel che possiede una “techco”, come il cloud, l’intelligenza artificiale, la connettività; Poste italiane ha una rete di 12.800 uffici, il triplo dei punti vendita dell’azienda telefonica, attraverso la quale mettere a terra i servizi high tech. E non basta ancora: c’è il risparmio postale (324 miliardi di euro in buoni e libretti), più 30 milioni di carte Postepay, ci sono le assicurazioni vita e danni, c’è l’intera logistica. Poste Tim potrebbe avere una capitalizzazione di 40 miliardi di euro con ricavi per quasi 27 miliardi. Non sarà come Deutsche Post, un colosso mondiale dei pacchi, che vale in Borsa oltre 50 miliardi di euro, ma non va molto lontano, con in più una gamma di attività che manca alle poste tedesche e a quelle francesi le quali, non quotate in Borsa, puntano forte sui servizi finanziari. La compagnia italiana ha preso una strada diversa.
Il matrimonio tra Poste e Tim può essere letto come una storia di successo che sposa una storia segnata da troppi fallimenti. Di quest’ultima si è scritto e parlato in abbondanza, dalla “privatizzazione sbagliata” alla scalata della “rude razza padana” e poi un continuo cambio di proprietà e gestione che ha accompagnato i cambi di maggioranza politica e di governo, alla faccia del mercato.........
