No, l'après ski no! Cronache dalla notte cortinese |
Snoop Dogg ubiquo come il marziano di Flaiano (ma prende milioni per il suo presenzialismo olimpico). Jerry Calà contestato. Si balla nei night ma soprattutto sulla neve
Cortina d’Ampezzo. E la notte? La notte olimpica cortinese, per chi ce la fa, dopo lo sci o le medaglie o i casiunzei o lo stinco con le patate all’ampezzana, è giovane. Il centro di tutto è l’hotel Ancora. Da non confondere con l’ancora simbolo del circolo ufficiali della Marina dove ha alloggiato Mattarella (e sui social: vergogna! Un circolo della marina nelle Alpi. Già, sta lì da mezzo secolo almeno, serviva proprio ai marinai per decomprimersi dopo le lunghe navigate specialmente sottomarine). Ma tanto la Marina mattarelliana è di basso, bassissimo profilo, col dondolo in giardino, così l’hotel Ancora è moderno, lussuoso, bling bling. Passato di mano a Renzo Rosso, patron di Diesel e non solo, è il ritrovo per i più fighetti e après-skiisti cortinesi. Disegnato dall’architetto delle Soho House, le suite hanno la jacuzzi sul tetto e coperte di pelliccia da oligarca del kazakistan.
Ma chi mai farà la jacuzzi con ‘sto freddo? Ti viene il coccolone e poi finisci al Codivilla. Comunque, non è sopra che tutti vogliono stare, ma sotto, nel seminterrato anzi basement, dove c’è una piccola discotechina dietro una porticina, si chiama Brave Club, come il tormentone dieselistico (“Only The Brave”) e può contenere al massimo una ventina di persone. Si basa tutto sul passaparola, e chi sa, scende. Sa, e scende, Snoop Dogg, che è sceso, dopo esser apparso a Livigno ma anche alla Scala di Milano e pure a Gallarate, come tedoforo, e alla Balera dell’ortica. Ieri ha avuto dei problemi di carta di credito a Livigno ma non dovrebbe essere un dramma dato che la Nbc gli darà 8,5 milioni di dollari per i suoi servizi tra Milano e Cortina. Così sta ovunque, con stupore degli spettatori che se lo ritrovano tra i piedi tutti i giorni inversamente proporzionale al presenzialismo (Snoop Dogg come un marziano di Flaiano olimpico (“aho, ce sta Snoop Dogg, che palle”).
Anche Stanley Tucci balla nella discotechina dell’Ancora. Ma a volta lo stesso Rosso si mette in consolle per allietare gli ospiti, a fare un po’ il Gianluca Vacchi. E poi il 27 arriverà Alessandro Ristori, il molleggiato celentanico che si esibisce in questo tipo di consessi tra Forte dei Marmi e Dubai. “Sopra”, si va invece al Roof, al quarto piano della Cooperativa, più tranquillo, per apericena (vabbè) ogni sabato dalle 19 a mezzanotte. Fino alle 2 invece va avanti Zuma, della nota catena giapponese, sempre in Corso Italia. Altra catena, per i più scalmanati che vogliono ballare però di giorno, come degli Yuppies assatanati, il Super G con sedi anche a Campiglio e naturalmente a “Courma”, qui sta al Faloria (una delle poche funivie funzionanti).
Siamo nel misterioso territorio dell’après ski, insomma di quel fenomeno per cui si balla e ci si embriaca con la musica tunz tunz in vetta. Pare che il termine sia nato proprio con le Olimpiadi invernali, quelle del 1924, a Chamonix. La baldoria post sciistica è un concetto incomprensibile per noi lombardi cresciuti con tremendi traumi gaddiani anche sulla neve, sciando da piccini con efferate maestre di sci di lingua tedesca: si cominciava nell’alba livida, “scalettando”, e la massima gioia dell’après ski era non beccare le loro racchettate correttive, e riaprire finalmente gli scarponi primordiali fumanti coi piedi rosolati come stinchi all’ampezzana. Oggi invece, dove andremo a finire, signora mia, con questi divertimenti! Per chi vuole fare l’après ski con nostalgie anni ottanta c’è il Moritzino, in località Socrepes, dove finchè non aprono la funivia è complicatissimo arrivare. Qui l’altro giorno si è esibito Jerry Calà, con “Una vita da libidine”, un “concert show travolgente tra musica, ironia e grandi successi, per un pomeriggio all’insegna del divertimento puro. Accompagnato dal resident DJ Andrew e Francesco Ronda, per un evento dove atmosfera, intrattenimento e lifestyle si incontrano nel mood inconfondibile del Club Moritzino”. Calà è in piena tournée alpina, ha anche uno spettacolo in teatro (come ormai tutti), in scena a Trento, “Non sono bello, piaccio”.
Però sulle nevi è stato criticato, “una cafonata” questo concerto après-sciistico. Boh, cosa si aspettavano, Cechov? Massini? I tre tenorini? Memorabile la battuta: “tu la ciuli e io le pago la bresaola!”, detta in “Yuppies” al Camineto, oggi sede della “hospitality” olimpica. E il Vip? Lo storico locale dove il suo “doppio”, Billo, allietava mogli annoiate di cumenda bolognesi, è rimasto intatto, anche troppo, un po’ noioso, dicono. Ma il vero après ski che vorremmo è con Rita De Crescenzo da Roccaraso. Altro che invasione dei Torpigna, con lei sì che ci si divertirebbe.
Michele Masneri (1974) è nato a Brescia e vive prevalentemente a Roma. Scrive di cultura, design e altro sul Foglio. I suoi ultimi libri sono “Steve Jobs non abita più qui”, una raccolta di reportage dalla Silicon Valley e dalla California nell’èra Trump (Adelphi, 2020) e il saggio-biografia “Stile Alberto”, attorno alla figura di Alberto Arbasino, per Quodlibet (2021).
Michele Masneri (1974) è nato a Brescia e vive prevalentemente a Roma. Scrive di cultura, design e altro sul Foglio. I suoi ultimi libri sono “Steve Jobs non abita più qui”, una raccolta di reportage dalla Silicon Valley e dalla California nell’èra Trump (Adelphi, 2020) e il saggio-biografia “Stile Alberto”, attorno alla figura di Alberto Arbasino, per Quodlibet (2021).