L'ombra di un presidente. Maduro in tribunale, 82 giorni dopo il suo arresto |
Il processo per narcotraffico e terrorismo prosege: respinta la richiesta di sospensione, nonostante le difficoltà del presidente venezuelano nel pagare gli avvocati per il congelamento dei beni imposto dagli Stati Uniti. La seconda udienza
Il Venezuela arresta il prestanome di Maduro, Alex Saab, su ordine di Trump
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Narcotraffico, corruzione, repressione brutale. Ecco cos'era il Venezuela di Maduro
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Il rimpasto di Delcy Rodríguez per assecondare gli americani e garantire “la felicità per tutti”
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Dopo 82 giorni di carcere in duro isolamento e 80 giorni dalla sua ultima apparizione pubblica, è stato un Nicolás Maduro chiaramente provato quello che ieri si è presentato a un tribunale di New York, per la seconda volta dal 5 gennaio, prima udienza dopo la cattura di 48 ore prima. Chiuso per 23 ore al giorno in una cella di tre metri per due dove stanno solo un letto di cemento contro il muro, un gabinetto di metallo e un lavandino, viene riferito che suda copiosamente, e alcune notti si mette a gridare in modo angosciato: “Sono il presidente del Venezuela! Sono stato rapito!”. Ha una piccola finestra con poca luce naturale, è costantemente sorvegliato da due guardie e ha solo pochi minuti per farsi una doccia, usare il cellulare e controllare le email.
La frustrazione sarebbe cresciuta quando ha saputo del rapporto ormai di obbedienza tra Delcy Rodríguez e........