Comica dell'Anticristo. Le (minacciose) idee di Thiel hanno poco o nulla a che fare con la presa di San Pietro |
L’Apocalisse inventata dai media italiani, assatanati da un tema fino a ieri ignoto. Che resta tale perché il capo di Palantir è un’altra cosa. L'arrivo a Roma scatena titoli apocalittici, ma le sue conferenze non erano una sfida al Papa
L’Anticristo, chi era costui? Come l’Araba Fenice, che ci sia ciascun lo dice. L’arrivo a Roma di Peter Thiel per una serie di quattro conferenze il cui hype è la figura dell’Anticristo – metafora teologica e filosofica, o magari solo un titolo ben trovato per sintetizzare le contraddizioni del mondo d’oggi – ha scatenato in molte zone persino dispari di media italiana un bizzarro prurito di curiosità. A cosa corrisponda l’Anticristo, quasi nessuno si è preso la briga di studiare. Dopo giorni di spasmodica attesa su Rep. hanno scoperto che non è Dan Brown, anzi “più che l’arrembaggio della tecno-destra, la minaccia è la palpebra calante”; ma hanno almeno ricavato che il tema era già stato trattato da Robert Benson e da Solovev. Maddai. I giornali italiani (o romanocentrici?) agitano lo spauracchio dell’arrivo del “cavaliere oscuro”.
Titolo di HuffPost: “Roma, Thiel a caccia dell’Anticristo: sfida a Leone XIV”. E anche: “La curiosità è ormai arrivata al parossismo. Peter Thiel, il più misterioso dei tech bros della Silicon Valley, ha scelto Roma per parlare dei temi a lui cari” (Maria Antonietta Calabrò sul Fatto). Conferenze a invito, niente cellulari come nei concerti seri, Bob Dylan compreso. Sull’Anticristo l’imprenditore filosofo ha già scritto e parlato in abbondanza, ha tenuto conferenze a San Francisco e a Cambridge. Che cosa ci fosse di........