Il colpo del cda di Mps a Lovaglio: via le deleghe

Dopo che l'ad ha scelto di candidarsi con una lista di minoranza contro Fabrizio Palermo, il consiglio di amministrazione lo ha sospeso da tutti gli incarichi. Compreso quello di direttore generale della banca

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Il cda di Monte dei Paschi di Siena ha revocato le deleghe all’ad Luigi Lovaglio e lo ha sospeso da tutti gli incarichi compreso quello di direttore generale della banca. La gestione delle attività ordinarie è stata assegnata temporaneamente al vice direttore Maurizio Bai. La scelta arriva al termine di un duro confronto tra Lovaglio e i consiglieri che lo hanno escluso dalla lista dei candidati per il rinnovo del board dell’istituto per il prossimo triennio. Decisione che ha spinto Lovaglio a candidarsi con una lista di minoranza, contro, quindi, quella proposta dal cda presieduto da Nicola Maione e che martedì sera ha indicato come candidato unico Fabrizio Palermo. Proprio la scelta di candidarsi ha spinto a sua volta il consiglio ad assumere la drastica decisione nei suoi confronti.

Lovaglio è stato l’artefice della scalata di Siena a Mediobanca, mandata in porto con successo, ma a un certo punto le visioni strategiche con alcuni soci sono diventate divergenti, oltre al fatto che l’ormai ex ad è indagato nell’ambito dell’inchiesta che la procura milanese ha avviato sulla stessa operazione per un presunto reato di concerto, insieme con Francesco Gaetano Caltagirone e Francesco Milleri.


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