Imprese, lentezza, Csm, correnti. Le ragioni del Sì di Cottarelli

"La riforma è una buona idea per il paese", dice l'ex commissario alla Spending review nei governi Letta e Renzi, poi senatore con il Pd e oggi all'Università Cattolica di Milano

Voterà Sì, Carlo Cottarelli, economista con un passato in ruoli dirigenziali nel Fmi, ex commissario straordinario alla Spending review nei governi Letta e Renzi, senatore eletto da indipendente con il Pd e oggi direttore del programma Peses dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Voterà Sì, Cottarelli, convinto però più che mai della necessità “di abbassare i toni alla vigilia di un voto diventato guerra di religione da due parti”, dice, raccontando di aver rifiutato l’adesione a vari comitati del Sì proprio in virtù del fatto che la materia oggetto dei quesiti gli pare “una buona idea”, ma non “una questione di vita o di morte”. Intanto, mercoledì scorso, nel giorno in cui un sondaggio Ipsos dava il No in vantaggio, con l’alea della partecipazione che potrebbe ribaltare il risultato, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha parlato dell’impatto della giustizia sul sistema produttivo italiano: “La certezza e la velocità della giustizia e la responsabilità di chi la esercita è un elemento imprescindibile per lo sviluppo del mondo produttivo”, ha detto Urso, mettendo l’accento sui “costi” della scarsa fiducia nella magistratura e additando tra le soluzioni un Csm “libero dal gioco correntizio”. Anche l’ex premier Mario Draghi, nel suo Rapporto sulla competitività europea,........

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