La guerra in Iran rischia di mettere sotto pressione le rotte migratorie

Tunisia, Libia, Egitto. Se il conflitto dovesse protrarsi a lungo aggraverebbe crisi valutaria e inflazione destabilizzando economie già fragili. E l’Europa teme gli sbarchi

La linea turca dopo il missile abbattuto è cauta, per non dire doppia

La linea turca dopo il missile abbattuto è cauta, per non dire doppia

Isolare l'asse del terrore si può

Isolare l'asse del terrore si può

La Francia è pronta. Ecco cosa manda, cosa è già arrivato e come si difende in medio oriente

La Francia è pronta. Ecco cosa manda, cosa è già arrivato e come si difende in medio oriente

L'Iran e le contraddizioni indigeribili dei leader europei intrappolati nei feticci del diritto internazionale

L'Iran e le contraddizioni indigeribili dei leader europei intrappolati nei feticci del diritto internazionale

Quando finirà la guerra? La domanda a cui nessuno sa rispondere se l’è posta, martedì scorso, anche il primo ministro egiziano, Mostafa Madbouly, al termine di una conferenza stampa in cui aveva tentato di tranquillizzare tutti: riserve di valuta estera ce ne sono e anche l’interruzione degli approvvigionamenti di gas da Israele non è un problema, ha assicurato. La lira egiziana però è precipitata ai minimi da un anno e per acquistare un dollaro servono 50 lire mentre le forniture energetiche sono finite sotto choc. Secondo  Madbouly, tutto dipenderà dalla durata del conflitto. Dal Cairo a Tunisi, passando per Tripoli, la guerra in Iran scopre le ferite di economie troppo fragili per resistere a lungo all’aumento dei prezzi del gas e del petrolio. Per l’Europa, la prima conseguenza  dell’instabilità dall’altra parte del Mediterraneo sarebbe quella di un aumento degli sbarchi dei migranti. Il nuovo Sistema di asilo dell’Ue, che punta a ridurre le domande di asilo accoglibili, è già chiamato a un banco di........

© Il Foglio