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La solitudine del prete, virtù per il mondo

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06.10.2019

Non ho niente contro la fine del celibato dei preti. E non ho voglia di ripetere pedante che non è un dogma, che è un’articolazione della chiesa nel tempo e nel mondo, la regola può cambiare. Le carezze di Lutero a sua moglie e ai suoi figli non tolgono alcunché al suo genio religioso. Però bisogna riconoscere che a mutare questa disciplina ecclesiastica qualcosa si perde. Si perde la solitudine del prete, la semplice idea che il prete non ha sposa perché gli basta Cristo e non ha figli perché ogni essere umano è suo figlio. Non mi pare poco. L’intimità della chiesa è violata per ogni dove, spesso in forme sprezzanti e brutali, e nel clero non sono mai mancati gli scandali, eppure una disciplina non è meno importante per il fatto di essere violata o guardata di sbieco da chi non la comprende. Paolo VI nel 1967 aveva argomentato con generosa eloquenza magisteriale in favore........

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