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Denunciare il bluff di Di Maio

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04.12.2019

Quello di Di Maio è un bluff. Non ha le carte, ma gioca per il piatto fingendo con una gran puntata. Bisogna vedere il bluff, come sempre con qualche rischio, ma i rischi di lasciargli vincere la mano sono assai maggiori. La politica non è una mano di poker, d’accordo, ma fino a un certo punto. Sta di fatto che Di Maio sarebbe devastato, ruinato, da elezioni anticipate. Fare una campagna antieuropea in competizione con Salvini non lo salverebbe da un declino del suo gruppo e personale e da una sconfitta, che al massimo condividerebbe, magra consolazione, con il Pd e con il non più amato Conte. Insomma, le carte non ci sono, il punto non c’è. Tuttavia, incastrato dalla crisi politica grillina, quello è il suo rilancio.

Conte e Gualtieri sono alla ricerca di un compromesso e di tempo. Niente da obiettare in linea di principio. Un governo trasformista per molti versi utile a impedire per un certo periodo il ritorno in forze di un senatore Salvini non normalizzato si salva anche così. Ma più passano i giorni e le settimane e i mesi più il bluff di Di Maio diventa irrimediabile: perderebbe la faccia a confessarlo, e gliene verrebbe forse un rischio anche maggiore, se possibile, di una rottura e di elezioni anticipate. Non c’è e non ci sarà una........

© Il Foglio