Nella guerra con l'Iran, Xi Jinping siede sulla riva del fiume |
La propaganda cinese parla di aquile bianche e gatti persiani, mentre il suo esercito militarizza i mari dell'Indo-Pacifico e minaccia Taiwan. Il calcolo della leadership di Pechino
L’emittente statale cinese Cctv qualche giorno fa ha trasmesso un cortometraggio animato realizzato con l’AI dal titolo poetico e complicato che più o meno significa: “La vera arte marziale è fermare la guerra: la valle dell’oro che scorre”. Il protagonista del film è un’aquila bianca (gli Stati Uniti) che vuole dominare un passaggio commerciale strategico e si scontra con i tenaci gatti persiani (l’Iran). Secondo il sinologo Philip J. Cunningham, che monitora la propaganda televisiva cinese, il messaggio del corto è facilmente intuibile: l’aquila lancia frecce d’oro costosissime contro gli uccelli di legno costruiti dai gatti, ma nessuno vince. E nel frattempo, il resto del mondo impara ad aggirare il conflitto, fino a rifiutare “le monete dell’aquila bianca”, cioè rivolgendosi al commercio con la Cina.
E’ così che dal Zhongnanhai la leadership del Partito comunista cinese vuole provare a raccontare la guerra di America e Israele contro il regime iraniano, una guerra che si è estesa al Golfo dove Pechino ha molti interessi. Il sostegno politico, economico e militare finora offerto dalla Cina al regime degli ayatollah........