Quando gli interessi economici scavalcano il giudizio scientifico. La vicenda del test Galleri

L’idea sviluppata dalla società statunitense Grail è affascinante: un’unica analisi di sangue capace di individuare più di cinquanta tipi di tumore, anche prima che producano sintomi. Dietro il racconto promozionale, un esempio didattico di deformazione commerciale dei risultati scientifici

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La vicenda del test Galleri, un test di “biopsia liquida” asseritamente capace di individuare decine di tumori attraverso una semplice analisi del sangue, rappresenta uno dei casi più istruttivi degli ultimi anni su come la promessa tecnologica possa scavalcare il giudizio scientifico quando entrano in gioco interessi economici, aspettative politiche e una comunicazione pubblica costruita sull’entusiasmo più che sulle prove. Il risultato finale – il fallimento del trial nel raggiungere il suo endpoint primario  – non è stata una sorpresa per chi aveva esaminato con attenzione i dati disponibili da tempo.

Il test Galleri è stato sviluppato dalla società statunitense Grail e si basa sull’analisi del Dna libero circolante nel sangue (cell-free Dna). Le cellule tumorali rilasciano frammenti di Dna che presentano specifici pattern di metilazione; il test sequenzia questi frammenti e utilizza algoritmi di apprendimento automatico per inferire la presenza di un tumore e, in alcuni casi, il possibile tessuto di origine. L’idea è affascinante: un’unica analisi di sangue capace di individuare più di cinquanta tipi di tumore, anche prima che producano sintomi.

Proprio questa promessa ha reso la tecnologia oggetto di una narrazione quasi messianica. Nel 2021 il servizio sanitario inglese (Nhs) ha annunciato un trial su larga scala, finanziato dalla stessa azienda produttrice, per valutare il test in oltre centomila persone asintomatiche. L’obiettivo dichiarato era verificare se l’introduzione del test potesse ridurre la quota di tumori diagnosticati negli stadi avanzati, contribuendo così alla strategia nazionale di diagnosi precoce. Il programma prevedeva una possibile espansione fino a milioni di test e un accordo industriale con la costruzione di un grande centro di sequenziamento nel Regno Unito.

Fin dall’inizio, però, numerosi epidemiologi e oncologi avevano espresso dubbi profondi. Il problema non riguardava la tecnologia in sé – che rappresenta una........

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