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Nessun catastrofismo sull'intelligenza artificiale

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18.01.2019

“L’intelligenza artificiale non può essere creativa né provare empatia”. Si tratta di un concetto che – interpretato in chiave catastrofista – potrebbe uscire dalla bocca di un passatista qualsiasi, un assessore regionale alle Politiche familiari o un sacrestano di provincia. A pronunciarle, invece, è stato Kai-Fu Lee, venture capitalist da sempre ai vertici delle maggiori aziende della tecnologia internazionali (Apple, Microsoft e Google, giusto per citare le più famose). Nato a Taiwan e formatosi negli Stati Uniti, Lee è da anni impegnato nel campo dell’intelligenza artificiale, tema al centro del suo ultimo libro: AI Superpowers. China, Silicon Valley and the New World Order.

Al centro di quest’opera c’è un concetto chiave che ha fatto drizzare le orecchie agli osservatori più attenti: i leader mondiali hanno a più riprese ribadito che chi controllerà l’intelligenza artificiale controllerà il pianeta e, stando a quello che sostiene Lee, la Cina (paese in cui lo stesso Lee ha scelto di operare) ha tutte le carte in regola per diventare capofila di questo campo della ricerca.

Perché proprio la Cina? Le ragioni principali sono due. La prima è legata alla natura stessa dell’intelligenza artificiale, la seconda si fonda invece sulle specificità legislative di questa........

© Il Foglio