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Buon inizio per il governo del rinnegamento

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05.09.2019

Nel suo primo giorno di vita, il governo sbagliato nato per una causa giusta non tradisce le sue magnifiche premesse e si presenta di fronte al paese mostrando un profilo bolitico, come direbbe il presidente del Consiglio, che è lo specchio perfetto di tutti i rischi e di tutte le opportunità presenti all’interno dello spassoso BisConte. I rischi sono quelli che sappiamo (si istituzionalizzerà il M5s o si andrà a grillizzare il Pd?) e naturalmente non è da escludere che il Gonde bis possa in qualche modo rafforzare, e non disinnescare, il bipolarismo populista, ricreando in futuro una pazza polarizzazione tra un partito populista che presidia lo spazio dell’opposizione (la Lega) e uno populista che presidia lo spazio del governo (il M5s). Il rischio c’è, la squadra del governo, per parafrasare un noto tormentone estivo, va bene ma non benissimo (c’è Alfonso Bonafede alla Giustizia, il ministro che ha abolito la prescrizione e che faceva a gara con Matteo Salvini a chi si travestiva meglio). Eppure se si sceglie di mettere da parte la chiave suggerita diciamo autorevolmente ieri da Massimo D’Alema sulle pagine del Corriere (sintesi: finalmente il Pd fa il suo bel compromesso storico con il M5s) e si sceglie di entrare in una logica del tutto diversa (il compromesso c’è ma è stoico, più che storico, ed è tattico, più che strategico) si capirà bene che all’interno del governo del Rinnegamento ciò che risalta maggiormente ha a che fare più con la parola opportunità che con la parola rischio.

L’opportunità non è quella di grillizzare finalmente il Pd (schema dalemiano, con qualche Speranza di riuscita, ridiciamo) ma è........

© Il Foglio