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Sulla famiglia nel bosco, finalmente una buona notizia. E buon appetito

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13.03.2026

Si era sparsa la voce che uno dei bambini fosse in sciopero della fame dopo l’allontanamento dai genitori. In realtà tutti e tre mangiano e chiedono spesso il bis. Se imparano da subito a cavarsela da soli, cresceranno felici

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Finalmente una buona notizia sulla famiglia nel bosco: i tre bambini mangiano ai quattro palmenti e spesso chiedono il bis. È un sollievo apprenderlo, tanto più dopo che si era sparsa la voce incontrollata (e poi smentita) che almeno uno di loro stesse praticando lo sciopero della fame dopo l’allontanamento dai genitori. La nostra visione polarizzata di qualsiasi evento ci porta infatti a ritenere istintivamente che tutti siano militanti, ergo a trasformare dei poveri innocenti in dei piccoli Pannella alla stessa stregua in cui, lo ricorderanno bene i lettori del Foglio, tempo fa al Palasharp un’intemerata antiberlusconiana era stata affidata all’incoscienza di un tredicenne.

La voracità di questi bambini ci dimostra invece che, ai loro occhi, accettare un piatto di pasta non costituisce adesione all’ordinanza del tribunale, allo stesso modo in cui rifiutarlo non significa rivendicare l’esercizio della libera educazione dei figli. Mangiano perché hanno fame e, se non mangiano, è perché non hanno fame. Esercitano così il diritto a nutrirsi e soddisfano il bisogno di cibo come estrema ridotta dell’interesse individuale, provando a navigare per conto proprio nelle perigliose acque che separano la Scilla di uno stato che applica la legge in modo cieco dalla Cariddi di genitori che impongono uno stile di vita assurdo. Se i bambini della famiglia del bosco imparano da subito a cavarsela da soli, cresceranno felici. A loro tutto il mio affetto e buon appetito.


© Il Foglio