L'imbarazzo dei 5 stelle sul termovalorizzatore

Solo Raggi esulta per l’indagine della Corte dei conti sui terreni a Santa Palomba. La magistratura contabile accusa 14 persone di averli acquistati nel novembre del 2022 con “intenzionali condotte attive e omissive”. E Marino chiama l'ex sindaca: “Ora fermiamo Gualtieri”

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Dilemma dem sui termovalorizzatori. Tranne che a Roma, il Pd dice no (i casi da Nord a Sud)

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Ora il termovalorizzatore è anche nel piano rifiuti della Regione

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“La questione termovalorizzatore può essere dirimente per le future alleanze tra il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle. Non dimentichiamoci che su questo tema è caduto il governo Draghi. Se ci fosse un altro candidato nel centrosinistra, anche soltanto dei Verdi insieme ai 5 Stelle, ci sono rischi concreti che Gualtieri possa non vincere le prossime elezioni comunali. L’intervento della Corte dei Conti, voglio ricordare, parte da un esposto dell’ex sindaca 5 stelle Virginia Raggi”. A chiamare alle armi la donna che gli è succeduta in Campidoglio, parlando al Foglio, è l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino. La Corte dei conti ha inviato un invito a dedurre a 14 persone nell’ambito dell’inchiesta sul termovalorizzatore da realizzare a Santa Palomba. “Ci sono delle problematiche veramente grosse perché effettivamente la costruzione di questo impianto non sembra solo calpestare la protezione dell’ambiente e i conti pubblici, ma anche la stessa Costituzione”, dice l’ex sindaco ed europarlamentare di Alleanza Verdi-Sinistra.

Due giorni fa, la magistratura contabile ha accusato alcuni manager e membri del Consiglio di amministrazione di Ama di aver acquistato il terreno vicino Pomezia nel novembre del 2022 con “intenzionali condotte attive e omissive”. In sostanza, l’accusa è di averlo pagato a quasi il doppio del suo valore con un danno alle casse pubbliche (7,46 milioni contro i circa 4 del valore reale). E così, ancora una volta, l’impianto che dovrebbe bruciare 600 mila tonnellate di rifiuti all’anno, prima ancora della sua nascita, torna a essere un tema politico dirimente per le prossime comunali. Marino e Raggi la pensano in modo simile. Entrambi non hanno mai nascosto la volontà di non volere vedere Gualtieri come successore di se stesso. Ma la pentastellata può dirlo meno apertamente del suo predecessore perché Giuseppe Conte ha già scelto: il M5s sosterrà Gualtieri nel 2027, nonostante il termovalorizzatore. E gli altri consiglieri del M5s hanno tutta l’intenzione di seguirlo. Ora però la Corte dei conti va incontro all’ex sindaca a cui l’impianto non va proprio giù.

Così, infatti, nella mattinata di ieri, l’ex sindaca ha diffuso immediatamente una nota dai toni molto accesi: “Quello che emerge in modo sempre più chiaro è che questa procedura sta facendo acqua da tutte le parti e ci auguriamo che presto qualcuno si ricordi che le norme di legge vanno rispettate sempre, soprattutto se sono a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente”. Sentita dal Foglio, con la reticenza di chi pensa di aver segnato un gran colpo, l’attuale consigliera del M5s dice: “Facciamo lavorare serenamente i giudici”. In attesa dei magistrati contabili, però, il resto della pattuglia capitolina del Movimento non segue la sua ex capa. Raggi si ritrova a firmare la nota con il solo sostegno di Carla Canale, consigliera del municipio IX della capitale, zona dove dovrà sorgere il termovalorizzatore.

Gli altri consiglieri restano silenti per ore. Poi, nel pomeriggio, diffondono una nota che usa dei toni assai più morbidi, accogliendo “con favore l’avvio delle verifiche della Corte dei Conti” e aggiungendo che “ora è fondamentale che tutte le informazioni siano messe a disposizione in modo completo, in particolare da Ama, per consentire di verificare con precisione ogni passaggio, per la tutela di tutti i cittadini”. Come ha ricordato lo stesso Marino, le indagini della magistratura contabile sul termovalorizzatore erano partite per un esposto presentato ad agosto 2025 proprio da Raggi e i suoi fedelissimi: Canale, l’ex deputato Marco Bella e Dario Tamburrano. Sono lo zoccolo duro che con l’ex sindaco marziano non rinuncia a far la guerra a Gualtieri. L’europarlamentare, parlando al nostro giornale, ha commentato così la vicenda: “La notizia dimostra che sorvegliare, denunciare e agire porta sempre dei risultati. Questa indagine della Corte dei Conti, insieme ad altre criticità che denunciamo da anni, anche in sede europea, non possono essere ignorate”.

Sette mesi dopo quell’esposto, dunque, il vice procuratore della Corte dei Conti Claudio Mori ha riscontrato che il prezzo che Ama ha pagato a fine novembre a Immobiliare Palmiero (7,46 milioni di euro) per comprare il terreno dove far sorgere l’impianto era di 3,46 milioni superiore a quello fatto dalla stessa Palmiero alla società For Edil soltanto tre mesi prima. La differenza è appunto il danno contestato. Ama però non è d’accordo e, prendendo posizione in una nota ufficiale, sostiene che la procedura di evidenza pubblica “è stata avviata nel giugno del 2021, nella precedente consiliatura” e che “sin dall’iniziale proposta di vendita, presentata il 18 giugno 2021, il terreno presentava un prezzo di acquisto pari a 75 euro al metro quadro, e da allora non ha mai subito alcuna variazione”. Tra gli indagati ci sono anche l’allora presidente di Ama Daniele Pace, che proprio ieri si è dimesso dal cda della municipalizzata dei rifiuti, e Paolo Aielli, ex direttore generale di Roma Capitale che in un colloquio con il Foglio dice: “Riteniamo di aver aver agito rispettando la procedura. C’è la magistratura che sta facendo il suo lavoro, quindi noi collaboreremo nel modo migliore proprio per acclarare ulteriormente tutti i passaggi. Siamo fiduciosi nel fatto che si possa chiarire al più presto ogni aspetto”. Comunque Aielli assicura che “i lavori andranno avanti così come programmato”. Anche se Marino, parlando di Gualtieri, suggerisce: “Una persona saggia si dovrebbe fermare”.


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