Storie assurde su una musica sublime: non c'è vaccino al virus Wagner |
Il “Ring” alla Scala, una festa per operanomadi. Come diceva Nietzsche, il compositore tedesco è una nevrosi, un bacillo che continua periodicamente a circolare
Umano, mai troppo umano. Wagner e il dolore di dèi ed eroi oltre il mito
Umano, mai troppo umano. Wagner e il dolore di dèi ed eroi oltre il mito
Amare Brahms a Pechino
Amare Brahms a Pechino
Dopo averlo proposto “a puntate” nelle ultime stagioni, la settimana scorsa la Scala ha messo insieme tutti e quattro i pezzi del suo Anello del Nibelungo. La più lunga manifestazione musicale della storia dopo il Festival di Sanremo è stata molto applaudita da un pubblico di “perfect wagnerite” internazionali, festanti dopo quattro serate e circa sedici ore di full immersion: ma si sa che Wagner in generale e il Ring in particolare sono un sequestro di persona accompagnato dalla sindrome di Stoccolma. Si replica questa settimana, stesso spettacolo ma direttore diverso, perché l’esperta Simone Young succede ad Alexander Soddy, che tutti continuano imperterriti a definire un giovane direttore benché abbia 43 anni. Ma forse per lui questo Anello è la consacrazione. La somma è più convincente dei singoli fattori, il ciclo completo più delle opere singole. Di Soddy si apprezzano soprattutto la fluidità e la scorrevolezza, senza cadute di tono ma nemmeno senza epicità dopata: è un Wagner “lirico” come ovunque ormai da mezzo secolo, ma di una freschezza accattivante e perfino con un certo sense of humour. Soddy prende per mano l’ascoltatore e lo accompagna nel suo viaggio al centro dell’uomo. In più, ha un gusto raffinato, Jugendstil, straussiano,........