Strage di Cutro, no alla registrazione. Undicimila battute per dirlo

La corte presieduta da Alfonso Scibona respinge l’audio del processo sul naufragio. Richiamo alla “genuinità della prova” e all’articolo 111

L'Europa fortezza è una tragedia: centinaia di migranti naufragati al largo della Grecia

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Strage di Cutro, il governo si costituisce parte civile

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Stavo leggendo l’ordinanza con la quale la corte presieduta dal giudice Alfonso Scibona, trasferito repentinamente al processo per la strage di Cutro in luogo del giudice Edoardo D’Ambrosio, ha rigettato la richiesta della registrazione (almeno) radiofonica del dibattimento, che ha per imputati 4 ufficiali della Guardia di Finanza e due della Guardia Costiera. La stavo leggendo lentamente, come spiegherò presto, quando ho letto la mail spedita a Olivia Guaraldo dalla presidente dei Centri Antiviolenza dell’Emilia Romagna, che repentinamente annullava l’incontro bolognese del giorno dopo per discutere del libro di Guaraldo e Adriana Cavarero, “Donne si nasce. (E qualche volta lo si diventa)”. 

La motivazione del giudice della tragedia di Cutro consiste di un solo periodo di 11 mila 986 battute. Quella bolognese di poche gentili frasi imbarazzate: ”... per diverse ragioni. La principale è che, purtroppo, non sussistevano le condizioni per svolgere l’iniziativa in un clima di serenità”. Una tragedia e una........

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