Parla il costituzionalista Stefano Ceccanti, vicepresidente di “Libertà eguale”: «Le ragioni del No alla riforma sono solamente politiche» |
Professor Stefano Ceccanti, vicepresidente di “Libertà Eguale”: perché gli elettori di sinistra dovrebbero votare Sì al referendum costituzionale sulla separazione delle carriere?
In nome del socialista, riformista e partigiano Giuliano Vassalli, che la riteneva decisiva per la implementazione del nuovo processo accusatorio. Quindi in nome delle diverse, e non poche, matrici del riformismo che convergevano su quelle posizioni. Erano ancora largamente maggioritarie nella legislatura 1996-2001 dei governi dell’Ulivo e del centrosinistra, quando si approvò il nuovo articolo 111 della Costituzione che parla di giudice terzo, alludendo a un futuro completamento con la separazione.
Secondo lei da cosa deriva questa forte opposizione della sinistra parlamentare alla riforma? È un no tecnico o politico?
Sono per il No le dirigenze politiche e parlamentari di Pd, M5S e Avs. Sono per il Sì Più Europa, i socialisti, la stragrande maggioranza di Italia Viva e molti esponenti democratici a vari livelli, provenienti sia dai Ds sia dalla Margherita. Basti vedere il quadro degli aderenti alla nostra iniziativa di lunedì, che coprono ampia parte del territorio. Quindi il quadro è molto articolato. Le ragioni del No sono politiche di politics, la voglia di opporsi a tutto ciò che propone la maggioranza, non distinguendo le istituzioni dalla politica ordinaria, come invece ha invitato a fare il Presidente Mattarella richiamando il dialogo alla Costituente, alla capacità di allora di distinguere tra lavoro comune sulle regole e divisione sul governo dovuta alla Guerra fredda. Vi è poi la paura del Pd di farsi scavalcare dal M5S, che finisce per approdare a una sorta di sindrome di Stoccolma. Non sono quindi, per la gran parte, motivi di........