Il presidente di sezione della Corte di giustizia tributaria di Napoli spiega perché voterà Sì al referendum sulla riforma

Paolo Itri, presidente di sezione della Corte di giustizia tributaria di Napoli e scrittore, tra i fondatori del Comitato “Sì riforma”: perché un magistrato dovrebbe votare Sì?

La nomina mediante sorteggio dei componenti togati dei due Csm reciderà il rapporto fiduciario con le correnti dell’Anm, ridimensionando il pericolo di commistione tra attività sindacale e governo autonomo della magistratura. Il potere delle correnti di incidere sulle carriere dei magistrati, fattore che ha costituito un elemento di grave condizionamento dell’autonomia interna della magistratura, uscirà perciò dalla riforma assai depotenziato. Attualmente, il percorso professionale dei magistrati rientra in un circuito di protezione interno alla magistratura associata, fondato su accordi di corrente e cordate di potere, circuito sulla base del quale vengono spesso decise le progressioni in carriera, gli incarichi direttivi, i fuori ruolo e i giudizi disciplinari: di tali accordi hanno fatto per decenni le spese centinaia di valorosi colleghi che non svolgevano attività sindacale o non risultavano iscritti ad alcuna corrente, e che risultavano quindi sfavoriti in quanto estranei a tale circuito. Di fatto tale sistema ha costituito un fattore di distorsione nel funzionamento del Csm, poiché i rapporti di potere all’interno dell’organo di autogoverno si sono spesso tradotti in accordi poco trasparenti, svelando la modestia morale delle correnti, secondo quanto evidenziato dallo stesso Capo dello Stato. La riforma restituirà ai due Csm il loro ruolo di alta amministrazione, liberando i singoli magistrati dalle pressioni delle conventicole e rafforzando l’autonomia........

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