Il magistrato della Cassazione spiega perché sostiene la riforma, criticando l’Alta Corte disciplinare e il ruolo delle correnti

Giuseppe Cricenti, giudice della Cassazione, cosa voterà Lei al referendum sulla separazione delle carriere e perché?

In realtà si tratta di tre riforme costituzionali e non di una sola, poiché si mira a modificare istituti tra loro diversi dell’ordinamento giudiziario. Il referendum confermativo ne fa un tutt’uno. Con la conseguenza di obbligare ad una scelta drastica anche chi, come me, è perplesso su alcuni aspetti e favorevole su altri. Dunque, direi che voto SI, ma resto in dubbio sulla Alta Corte disciplinare. Ma occorre rivedere la struttura del referendum confermativo.

Qual è la parte della riforma che più la convince?

Sicuramente il sorteggio dei membri del CSM. In passato sono state tentate diverse riforme della legge elettorale, nessuna delle quali ha sortito effetto. E non vi è dubbio che l’attuale assetto di questo organo vada rivisto. Né si può obiettare che il sorteggio è incompatibile con la natura del CSM, che non è un organo di rappresentanza politica, e del resto, gli organi di autogoverno sorteggiati sono tanti; come non si può obiettare che in tal modo si impedisce che al CSM vadano i migliori, per almeno due ragioni: la prima è che di fatto gli eletti, oggi, sono nient’altro che designati dalle correnti, e non sempre per via dei loro talenti; ne ricordo uno che parlava italiano traducendo dal calabrese direttamente, e dunque non è vero che ora i componenti del CSM si eleggono. Piuttosto si designano. La seconda è che........

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