Il giudice di sorveglianza e dirigente Anm: «In pericolo l’indipendenza, non l’efficienza»
Paola Cervo, giudice di sorveglianza, componente della Giunta Esecutiva Centrale dell’Anm per AreaDg, il Governo ha scelto di non indire ancora la data del referendum. Come giudica questa mossa?
Come un atto costituzionalmente dovuto. C’è una raccolta di firme in corso. L’art. 138, co. 2, Cost. recita che le leggi sono sottoposte a referendum quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Nella prospettiva della Costituzione questo termine deve decorrere interamente, prima che il Governo possa decidere la data referendaria, perché è garanzia delle minoranze interessate a chiedere l’indizione del referendum raccogliendo le firme necessarie.
Molti cittadini non conoscono neanche la differenza tra giudice e pm. Come fargli capire la portata di questa riforma?
Con le parole del ministro Nordio e della senatrice Bongiorno, che hanno affermato a chiare lettere che questa riforma non si propone di rendere più efficiente la giustizia; e ricorrendo di nuovo alle parole del ministro, che si è rammaricato della contrarietà alla riforma da parte delle opposizioni perché non capiscono che quando vinceranno le elezioni questa riforma gioverà a loro. Ma non è necessario padroneggiare la differenza tra giudice e pubblico ministero, per capire che l’indipendenza del potere giudiziario dalla politica costituisce patrimonio e garanzia di tutti i cittadini.
Qual........© Il Dubbio
