Ieri, davanti ai giudici amministrativi, la discussione sul ricorso con cui gli anti-Nordio puntano a far slittare il referendum. Guzzetta e Tedeschini: «Tentativo vano»

Stamattina «il glorioso comitato dei 15», come lo ha definito il suo portavoce, l’avvocato Carlo Guglielmi, si recherà in Cassazione a depositare le 546.463 firme raccolte, per la maggior parte online, sul referendum cosiddetto ‘oppositivo’ alla separazione delle carriere. Piazza Cavour dovrà sicuramente accertare la loro validità. E poi? Dipenderà forse da quanto deciderà il Tar del Lazio in merito al ricorso con cui i 15 volenterosi hanno chiesto l’annullamento della deliberazione del Consiglio dei ministri del 12 gennaio e del successivo decreto del Presidente della Repubblica, con il quale è stata fissata per il 22-23 marzo la data di celebrazione del referendum.

Ieri, dopo la discussione in camera di consiglio, durante la quale sono intervenuti gli avvocati dei ‘volenterosi’, l’avvocatura dello Stato (per il governo) e i legali di 4 comitati per il Sì (ad opponendum), i giudici del Tar si sono riservati di emettere il loro provvedimento, senza però dare tempi certi. Dipenderà dal fatto se emetteranno una semplice ordinanza o una sentenza nel merito. «La Costituzione - ha rilevato l’avvocato Pietro Adami, che rappresenta, insieme al collega Carlo Contaldi La Grotteria, il Comitato dei 15, - non vuole un’accelerazione, quando........

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