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Le difese del cosiddetto processo "Bibbiano bis" contro la delega dell’accusa ai carabinieri: «Si prega di relazionare sugli orientamenti sessuali delle persone coinvolte»

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22.01.2026

«Pregasi relazionare sugli orientamenti sessuali delle persone a vario titolo coinvolte nella vicenda». Poche parole, messe nero su bianco in una delega d’indagine della pm Giulia Rizzo, hanno scatenato una tempesta giudiziaria ed etica nel processo torinese sulla cosiddetta “Bibbiano bis”, che vede imputate tre donne, tra le quali la psicoterapeuta Nadia Bolognini, già assolta a Reggio Emilia con formula piena nel processo “Angeli e Demoni”. La vicenda riguarda l’affido di due fratellini nigeriani: dopo la separazione dal marito, la madre dei bimbi si rivolse ai servizi sociali di Torino a causa di gravi difficoltà economiche. Questo portò al primo affidamento (concordato) dei due bambini ad una coppia di donne. Secondo gli inquirenti, tuttavia, gli abusi che hanno portato alla decisione di prolungare l’affido sarebbero stati inventati e manipolati proprio dalle due mamme affidatarie e da Bolognini, che, secondo l’accusa, avrebbe collegato la precoce sessualizzazione dei bambini a un presunto abuso da parte del padre.

La delega firmata dalla pm Rizzo ha prodotto una relazione sui rapporti sentimentali delle indagate, con tanto di indicazione circa coniugi o conviventi, da parte dei Carabinieri. Rizzo, nello specifico, chiedeva alla polizia giudiziaria di «relazionare sullo stile di vita delle affidatarie con riferimento particolare ai rapporti di amicizia esterni, alle loro frequentazioni ed in particolare alle persone che sono solite frequentare i due minori». Frasi per le quali ieri, in aula, gli avvocati Maria Grazia Pellerino, Donatella Mondini (difensori delle madri affidatarie) e Luca Bauccio (difensore di Bolognini) hanno chiesto........

© Il Dubbio