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Dal paragone con il fascismo al voto caricato di significati politici: la sfida si gioca più sulla mobilitazione che sui contenuti della riforma

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12.02.2026

Mancano ancora le piaghe d’Egitto ma c’è tempo. Di qui al referendum corrono sei settimane e non è escluso che arrivino anche quelle. Il No ha deciso di impostare una campagna elettorale assolutamente isterica e il desolante risultato è che quella in corso si è già qualificata come la peggior campagna elettorale della storia repubblicana.

Nel 1974, con il divorzio in ballo, i soli due partiti antidivorzisti erano la Dc e il Msi. Ovviamente la propaganda dei divorzisti segnalò in abbondanza la discutibile alleanza tra il partito cattolico e quello neofascista. Ma a nessuno passò per la mente di accusare Aldo Moro e neppure il segretario dello Scudo crociato Amintore Fanfani di essere «come Ordine nuovo», gruppo radicale di estrema destra che, se la memoria non inganna era schierato con gli antidivorzisti.

Stavolta, come se nulla, fosse, il No ha appiccicato l’etichetta di complice del neofascismo a un ex presidente della Corte costituzionale, Augusto Barbera. Non fosse passato a miglior vita nel 2009, avrebbe rischiato di essere messo all’indice persino il nonno materno della segretaria del Pd Elly Schlein, Agostino Viviani, giurista,........

© Il Dubbio