I partiti di Meloni e Salvini polemizzano su sicurezza, legge elettorale, politica estera e commissario unico. Ma il vicepremier mette in sicurezza il referendum |
Litighiamo su tutto, ma non sulla giustizia. Sembra averlo detto ai suoi alleati il leader leghista Matteo Salvini ieri, prima via social e poi in viva voce. Negli ultimi giorni le tensioni tra Lega e Fratelli d’Italia sono tornate prepotentemente alla ribalta, riaprendo crepe che a Palazzo Chigi ritenevano rientrate, almeno per un po'. Una sequenza di dossier, più che un singolo episodio, ha riportato a galla diffidenze e linee politiche non sempre sovrapponibili, con Salvini deciso a marcare il territorio e i meloniani impegnati a tenere insieme la tenuta dell’esecutivo e una strategia di medio periodo.
Il fronte più visibile resta quello della sicurezza e, in particolare, della prosecuzione dell’operazione “Strade sicure”: la Lega continua a rivendicarla come presidio indispensabile, in una fase segnata da allarme sociale e richiesta di maggiore presenza dello Stato sul territorio. Salvini lo ha ribadito senza giri di parole: togliere ora i militari da strade e stazioni sarebbe un errore.
Una posizione che però si scontra con le perplessità emerse in area meloniana e, soprattutto, con i dubbi del ministro della Difesa Guido........© Il Dubbio