Sulla risoluzione contro la repressione iraniana Conte dice no: critiche da maggioranza e Pd, polemica sul ruolo internazionale dell’Italia

«Sosteniamo le proteste, non la guerra per il petrolio». Con questa motivazione il M5S si è astenuto, unico tra tutti i partiti in Parlamento, sulla risoluzione approvata dalla commissione Esteri del Senato che condanna la repressione messa in atto dal regime iraniano per cercare di arginare la ribellione che ormai da quasi tre settimane incendia le strade di Teheran e delle principali città del Paese. Una decisione, quella del leader M5S Giuseppe Conte, che lo stesso ex presidente del Consiglio ha spiegato in prima persona ma che ha mandato su tutte le furie gli altri partiti.

«Avevamo chiesto una cosa semplice: mettere nero su bianco in quel testo la nostra contrarietà ad azioni militari unilaterali, condotte fuori dal quadro del diritto internazionale, che coprono altri interessi rispetto alla libertà di tanti giovani, di tanti cittadini iraniani che vogliono mettere fine alla tirannia: ci hanno detto no - ha scritto sui social - Quindi abbiamo deciso di astenerci, pur condividendo il resto della risoluzione: l’assenza di quel passaggio è per noi fondamentale, soprattutto ora che si è manifestata la dottrina........

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