Sono già oltre 200 i morti per mano del regime dell'ayatollah Khamenei, che non sembra voler mollare la presa e aumenta la repressione

Ci si prepara a un'altra notte di proteste e massacri in Iran, dove la rivoluzione, partita contro il carovita e che poi si è estesa contro il regime dell'ayatollah Khamenei, sono arrivate al quindicesimo giorno. Nonostante il regime abbia imposto un blocco a internet, immagini della folla che sfilava ieri sera in diverse strade della capitale sono arrivate sui social network. Decine di migliaia di persone sono scese in strada urlando slogan contro il governo incluso «morte a Khamenei», in riferimento alla guida suprema iraniana.

Nelle immagini girate nel quartiere di Sadatabad, nel nord-ovest di Teheran, si sentivano suonare clacson di auto in sostegno ai dimostranti. I canali televisivi in lingua persiana all'estero trasmettono video di molti manifestanti a Mashhad a est, Tabriz a nord e nella città santa di Qom. Ma