Parla Enrico Morando, presidente dell’associazione Libertàeguale che ha organizzato l’evento "Sinistra per il Sì" a Firenze

Enrico Morando, a lungo parlamentare, è oggi presidente dell’associazione Libertàeguale, che ha organizzato l’evento "Sinistra per il Sì" di lunedì 12 gennaio a Firenze. «Questa è una riforma di sinistra - spiega - non si può votare No solo per fare un dispetto a Meloni». E poi aggiunge: «Non appaltiamo alla destra una riforma che chiuderebbe il cerchio aperto dall’introduzione del codice Vassalli».

Presidente Morando, l’evento di Firenze ha avuto successo: perché c’era bisogno di una reunion della sinistra che vota sì?

Abbiamo promosso questa iniziativa sostanzialmente per una ragione, e cioè che nel corso del confronto parlamentare sulla riforma per la separazione delle carriere abbiamo visto che sia la maggioranza che l’opposizione hanno teso ad assumere una posizione di chiusura a riccio verso l’altro che non aveva alcuna giustificazione. Noi abbiamo voluto e vogliamo mettere in evidenza dal punto di vista di chi si colloca a sinistra e dunque all’opposizione del governo Meloni che sul tema della riforma della giustizia c’è un lungo lavoro di elaborazione, di proposta e di interventi riformatori di sinistra, che è sempre stata protagonista sulla questione.

Nel dibattito è emersa la necessità di non lasciare la riforma in mano alla destra: cosa si intende?

Abbiamo voluto mettere in evidenza che c’è una sinistra che vota sì perché rivendica la coerenza tra la riforma attuale per la separazione delle carriere e il lavoro di riforma che, per citare soltanto gli ultimi episodi, dalla riforma del rito........

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