Se l’estremismo, l’insulto, la minaccia, non fossero solo impulsi, ma strumenti deliberati per tramortire e destabilizzare i nemici politici e renderli impotenti? |
Invadere la Groenlandia, rivendicare un Nobel per la Pace che nessuno gli ha dato, costruire monumenti in onore di se stesso, cambiare nome ai mari, insultare gli avversari politici, svelare messaggi privati di capi di Stato, lanciare minacce dirette a oppositori, giudici, giornalisti, negare pandemie, insultare gli alleati storici, propagare teorie complottiste, ignorare rapporti di intelligence, fare dossieraggi contro i direttori della Banca centrale, rapire presidenti stranieri.
La sequenza è notevole e sembra suggerire lo squilibrio profondo di un uomo del tutto fuori controllo, un narcisista patologico che esercita il potere come un’estensione ringhiante del proprio ego, un personaggio estremo con in mano strumenti economici e militari capaci di produrre danni irreversibili. Insomma un grottesco villain da fumetto che governa la prima potenza mondiale come se fosse il suo giocattolo. Quanti illustri editoriali, quante prestigiose analisi in questi ultimi 12 mesi hanno sottolineato la “pazzia” del presidente Usa?
All’inizio del suo primo mandato questa lettura arrivò persino a vestirsi di autorità scientifica:........