Negli anni Trenta l’appeasement aprì la strada alla catastrofe. Oggi il rischio è scambiare l’autoritarismo per folklore politico

Ci sono uomini che riescono vedere le cose come sono e non come dovrebbero essere, e che pagano la lungimiranza con l’irrisione e l’isolamento. Winston Churchill fu tra questi.

Negli anni Trenta, quando la maggior parte della classe dirigente britannica ed europea si aggrappava all’illusione che Adolf Hitler fosse un leader sgradevole ma in fondo razionale, un nazionalista rumoroso e pittoresco che prima o poi sai sarebbe moderato, Churchill lanciava un solitario grido d’allarme. Nel novembre del 1935, sulle pagine del popolare Strand Magazine , il futuro premier pubblica un articolo intitolato The Truth About Hitler in cui denuncia la barbarie del regime nazionalsocialista, la soppressione delle libertà civili e politiche, gli arresti arbitrari, le rappresaglie contro gli oppositori, gli intellettuali, i sindacalisti, la trasformazione della Germania in un cupo Stato di polizia.

I campi di concentramento già operativi nel 1933, sono il segno inequivocabile di un potere che governa attraverso la paura e l’annientamento fisico e morale di ogni avversario.

Ugualmente dura........

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