Dalla rivoluzione del 1979, la storia dell’Iran è ciclicamente scandita da proteste che hanno scosso le fondamenta del regime, senza mai riuscire a creare un’alternativa politica al potere del clero sciita |
La Repubblica islamica dell’Iran che nel 1979 rovescia la brutale monarchia dello Scià nasce da una delle più grandi rivoluzioni popolari del Novecento. Il potere che si consolida rapidamente attorno alla figura dell’ayatollah Ruhollah Khomeini non eredita però solo l’entusiasmo per la caduta di Mohammad Reza Pahlevi ma anche una società plurale, politicizzata, attraversata da forti componenti laiche e aspettative spesso incompatibili con un ordine teocratico.
Da allora, la storia dell’Iran è ciclicamente scandita da rivolte, insurrezioni, proteste che a volte hanno scosso le fondamenta del regime senza mai però riuscire a creare un’alternativa politica credibile al potere del clero sciita. Un po’ per la natura frammentata delle opposizioni ma soprattutto per la spietata repressione che ogni volta si è abbattuta sui movimenti di protesta.
Tra il 1979 e il 1981, l’Iran è attraversato da una vera e propria guerra civile a bassa intensità; le organizzazioni marxiste e laiche, in particolare i comunisti del Tudeh e i Mujaheddin del Popolo, entrano in rotta di collisione con i khomeinisti, che nel frattempo hanno consolidato il controllo delle istituzioni e delle forze armate. Parallelamente, nelle regioni periferiche del Paese esplodono rivolte armate di minoranze etniche: i curdi nel nord-ovest, i turkmeni nel nord, gli arabi nel Khuzestan, i baluci nel sud-est.........