La denuncia della presidente del Coa Eliana Morolli: «A causa della grave carenza di organico, l'attività giudiziaria del Giudice di Pace è molto dilatata»

Un rinvio d’udienza fissato al 2032 dall’Ufficio del Giudice di Pace di Busto Arsizio ha acceso il dibattito nazionale sulla crisi della giustizia di prossimità. Il caso, divenuto virale sui social dopo la diffusione del verbale, ha messo in evidenza una situazione di sofferenza strutturale che, secondo l’Ordine degli avvocati, si trascina da anni e sta ormai producendo effetti gravemente lesivi sui diritti di cittadini e imprese.

A spiegare le ragioni di quanto accaduto è la presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Busto Arsizio, Eliana Morolli, che conferma come il rinvio al 2032 non sia un episodio isolato, ma il riflesso di una crisi profonda dell’ufficio giudiziario. «Non mi sorprende affatto il ritrovamento di un verbale proveniente dall’Ufficio del Giudice di Pace di Busto Arsizio, con un rinvio d’udienza al 2032», afferma Morolli. «In effetti, a causa della grave carenza di organico, i tempi delle cause e di tutta l’attività giudiziaria dell’Ufficio del Giudice di Pace di Busto Arsizio sono estremamente dilatati, con rinvii d’udienza che arrivano certamente al 2032, e lo affermo con grande rammarico».

Secondo la presidente del Coa, il problema è strutturale e riguarda sia i magistrati onorari sia il personale amministrativo. «Attualmente sono in servizio solo tre giudici sui sei........

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