Qualità della vita in Umbria: quale città (o borgo) scegliere nel 2026?

Quando si parla della qualità della vita, l'Umbria, il cuore verde dell'Italia, è una di quelle regioni da cui ci si aspetta tanto: paesaggi, silenzi e cibo vero. Tuttavia, come ogni territorio, accanto a ciò che migliora, bisogna fare i conti anche con vecchi problemi.

Terni è la città delle Cascate delle Marmore, la più alta tra quelle artificiali d’Europa, costruite 2.300 anni fa dai Romani e riconosciute come patrimonio mondiale dell'irrigazione. A marzo di quest'anno ha ospitato il Forum delle Acque: quattro giorni in cui istituzioni e ricercatori di mezzo mondo si sono confrontati sul futuro delle risorse idriche. Purtroppo il quadro ambientale di questa città, seppur in miglioramento, è segnato dall'inquinamento causato dall'acciaieria Arvedi Ast (Acciai Speciali Terni), che ha scritto la storia economica della città e porta con sé un'eredità pesante. La conformazione a conca del territorio trattiene i fumi invece di disperderli. I dati del 2025 segnalano miglioramenti reali, che potrebbero incrementarsi con l'obiettivo fissato dalla nuova direttiva europea: una riduzione del 28% delle polveri sottili entro il 2030. Chi sceglie Terni lo fa spesso per ragioni concrete: prezzi delle case ancora accessibili, servizi di una città vera, una vicinanza a Roma che in un'ora e mezza porta sul raccordo. Non è la scelta romantica dell'Umbria da cartolina, ma è una scelta che ha una sua logica precisa.

Perugia, capoluogo dell'Umbria, nelle classifiche nazionali si colloca spesso ai primi posti tra le province italiane per qualità della vita. Non solo: secondo un'indagine relativa al 2025 del Sole 24 Ore, ha conquistato il terzo posto nazionale per qualità della vita delle donne, un indice costruito su quattordici parametri che considerano il tasso di occupazione femminile, il gap retributivo, la quota di laureate e la presenza di amministratrici negli enti locali.........

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