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Coldiretti striglia l'Europa, il presidente regionale Albano Agabiti: "Serve ascoltare chi lavora nei campi"

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09.02.2026

Tra difficoltà economiche, cambiamenti climatici, burocrazia e sfide europee, l’agricoltura umbra si trova oggi a un bivio cruciale. In una intervista esclusiva al Corriere dell’Umbria, Albano Agabiti, presidente di Coldiretti Umbria, fa il punto sulla situazione del comparto indicando criticità, opportunità e priorità future, dal ruolo dell’Europa alla difesa del reddito agricolo, fino al ricambio generazionale e all’innovazione tecnologica.

- Presidente, qual è l’attuale situazione del comparto?

Anche l’agricoltura umbra sta attraversando una fase complessa. Da un lato c’è un settore che continua a dimostrare resilienza, capacità di adattamento e di esprimere qualità delle produzioni, dall’altro pesano fattori esterni che incidono pesantemente sulla sostenibilità economica delle imprese. Dall’aumento dei costi di produzione, alle tensioni sui mercati internazionali, fino ai cambiamenti climatici sempre più evidenti, con una burocrazia che spesso rallenta invece di accompagnare lo sviluppo, penalizzando gli sforzi e gli investimenti delle imprese. In Umbria l’agricoltura resta un pilastro economico, sociale e ambientale: occorrono per questo politiche sempre più coerenti e mirate, che riconoscano il suo ruolo e valore strategico per l’intera società.

- Quali sono le maggiori criticità che gravano sul settore?

Le criticità principali sono legate innanzitutto alla redditività delle imprese agricole. I costi energetici, e più in generale tecnici e di gestione, hanno messo in forte difficoltà molte imprese, mentre i prezzi all’origine riconosciuti agli agricoltori non sempre coprono i costi sostenuti o lo fanno a malapena. A questo si aggiungono gli effetti dei cambiamenti climatici, con eventi estremi sempre più frequenti che compromettono i raccolti. Un’altra grande criticità, come accennato, è il peso della burocrazia che costa intere giornate di lavoro, ma anche quella concorrenza sleale di prodotti importati che non rispettano gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali imposti ai nostri agricoltori.

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Coldiretti e Terranostra sull’introduzione della tassa

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- Quanto influiscono i rapporti con l’Europa?

I rapporti con l’Europa influiscono in modo determinante. Le scelte che vengono fatte a Bruxelles incidono direttamente sulla vita quotidiana delle aziende agricole oltre che dei cittadini. Coldiretti è a favore dell’Europa, ma di un’Europa diversa: spesso le attuali regole risultano troppo ideologiche e lontane dalla realtà dei campi e dalla vita quotidiana. Serve un’Europa che ascolti di più gli agricoltori, che tuteli il modello agricolo italiano fatto di qualità, sicurezza alimentare e sostenibilità. L’Europa........

© Il Corriere dell'Umbria