La sosta diventa intelligente e sostenibile. L'amministratore delegato Sauro Rossi: "Così riduciamo tempi e complessità operative" |
18 Maggio 2026, 17:39
Nella zona industriale di Santa Sabina, a Perugia, c'è un'azienda che lavora per risolvere una delle più comuni seccature: trovare parcheggio. Si chiama Parkit ed è oggi tra i principali operatori italiani nello sviluppo di sistemi intelligenti per la sosta e la mobilità urbana: tecnologie ticketless, parcometri touch-screen e piattaforme digitali che gestiscono ogni aspetto del parcheggio, dalla strada ai grandi hub.
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La storia di Parkit è, prima di tutto, la storia personale di Sauro Rossi, fondatore e amministratore delegato. Un imprenditore con una passione viscerale per i motori e per tutto ciò che si muove, che nel tempo si trasforma in una vera vocazione. Un percorso costruito attraverso esperienze tecniche e di consulenza, fino alla fondazione dell'azienda nel 2004.
Le radici, però, affondano ancora più indietro, alla fine degli anni Ottanta. “Le mie prime esperienze risalgono al 1987, proprio a Perugia - ricorda Rossi - Una città con un centro storico complesso, costruito su una collina e con un'accessibilità difficile. È lì che nascono i primi parcheggi tecnologici”. Una palestra formativa durissima, dove ogni soluzione deve confrontarsi con vincoli concreti: spazi limitati, flussi irregolari, esigenze contrastanti.
Alla nascita, Parkit è un'azienda focalizzata sulle infrastrutture fisiche: sbarre, impianti, sistemi di accesso. Ma la crescita è rapida. Tra il 2004 e il 2010 arrivano le prime grandi commesse pubbliche, da Roma a Napoli. “In pochi anni avevamo già realizzato circa 250 aree di parcheggio in oltre 50 città italiane”, spiega Rossi. È il passaggio da realtà locale a player nazionale.
La svolta arriva tra il 2013 e il 2014, con l'ingresso nel mondo aeroportuale. La gestione dei parcheggi di Fiumicino e Ciampino - circa 20 mila posti auto - impone un salto di qualità. “È in quel momento che entriamo in un mercato molto più complesso e globale - racconta Rossi - Non è più solo ferro e acciaio: è intelligenza, è software”. Parkit evolve così in system integrator, sviluppando piattaforme digitali avanzate e investendo in ricerca e sviluppo.
Da questa trasformazione cambia anche il cuore dell'azienda: non più l'hardware, ma il dato. “Oggi la vera ricchezza è il dato in tempo reale - afferma Rossi - è su quello che si prendono le decisioni”. Su questa base nasce una suite tecnologica che integra sensori IoT, telecamere, software di analisi e applicazioni per smartphone. Ogni posto auto può essere monitorato, ogni flusso analizzato, ogni scelta ottimizzata. L'obiettivo è ridurre tempi, costi e impatto ambientale. “Riduciamo i tempi di movimento dei veicoli - e quindi il tempo che ciascuno di noi perde ogni giorno”, spiega Rossi. Attraverso app dedicate, gli utenti possono trovare il parcheggio più vicino, prenotarlo e pagarlo senza passare da casse o........