La punizione esemplare al sorgere del sole |
L’AQUILA. Chi ha vissuto l’esperienza del servizio militare ricorderà la “reazione fisica”, quando per risvegliare le membra assopite si correva dentro una caserma di prima mattina per almeno un’oretta. Faticare e “muti”, tanto per rispolverare il gergo militare. Non dovranno lamentarsi più di tanto, quindi, i calciatori dell’Aquila se la società ha deciso una punizione esemplare a fronte di un rendimento considerato scarso: allenamenti all’alba. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la sconfitta casalinga nel derby con il Notaresco.
Immediato il diktat: giù dal letto e correre. E magari, tra scatti e ripetute, avranno anche il tempo di pensare a chi a quell’ora, ogni giorno, si alza per andare in fabbrica e guadagnare molto meno di loro. Quella che oggi considerano un’ingiustizia sarà molto utile per comprendere il senso del sacrificio. Dietro le facce assonnate e forse stizzite non pensino di essere vittime di un’ingiustizia. Nel sacrificio c’è sempre un senso di soddisfazione. E correre all’alba è un respiro per i polmoni e anche per l’anima.
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