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Le nuove metamorfosi della Quarta Mafia

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03.04.2026

Analizzare la "Quarta Mafia" (la mafia foggiana) significa studiare un'organizzazione criminale che ha completato una metamorfosi profonda passando da realtà rurale e violenta a holding criminale multitasking. Oggi la mafia foggiana non si limita più al solo controllo del territorio tramite la violenza bruta, ma si infiltra nei gangli vitali dell'economia legale, sfruttando tutte le opportunità offerte dalle transizioni ecologiche e digitali. Mentre le estorsioni restano una "tassa di sottomissione" territoriale, i nuovi flussi di cassa derivano da settori ad alta complessità.

Il 2025 e gli inizi del 2026 segnano il picco dei tentativi di drenaggio dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. I clan utilizzano imprese "pulite" (spesso attraverso prestanome o professionisti compiacenti) per aggiudicarsi subappalti nel settore delle infrastrutture e della manutenzione urbana. La mafia foggiana da tempo ha scoperto il valore dell'economia circolare. Gestisce il traffico illecito di rifiuti industriali provenienti dal Nord Italia, sversandoli nei terreni del Tavoliere, e mostra un interesse crescente per le energie rinnovabili (parchi eolici e fotovoltaici), dove il controllo dei terreni e delle autorizzazioni amministrative è fondamentale. Oltre al caporalato tradizionale, si registra un'evoluzione verso il controllo delle filiere di distribuzione e la contraffazione di prodotti dop, trasformando l'agricoltura in un mezzo per il riciclaggio.

Il territorio di Foggia e della sua provincia è diventato un hub logistico cruciale per il traffico di stupefacenti in Adriatico. L'asse con i Balcani, grazie alla posizione strategica, è diventato per i clan (specialmente quelli del Gargano) la rotta attraverso la quale gestiscono l'importazione massiccia di cocaina e hashish, collaborando con le mafie albanesi. Tra le varie mutazioni della mafia foggiana è emerso l'uso di corrieri e piattaforme digitali per la distribuzione capillare, riducendo l'esposizione diretta degli affiliati. Il salto di qualità tecnologico è evidente nelle modalità di occultamento dei capitali. Le indagini della Guardia di Finanza nel 2026 hanno evidenziato l'uso sistematico di bitcoin e servizi di "mixing" per far sparire i proventi delle attività illecite. I profitti sono reinvestiti in immobili di pregio e auto di lusso, ma anche in startup tecnologiche fittizie per ripulire il denaro attraverso crediti d'imposta inesistenti.

La "Società Foggiana" non è più da tempo un fenomeno solo locale. Le nuove dinamiche di infiltrazione ci parlano di un consolidamento di cellule in Emilia-Romagna (Rimini) per il riciclaggio nel settore turistico-alberghiero. I gruppi di Cerignola mantengono il primato internazionale nelle rapine ai portavalori e nei furti d'auto hi-tech, operando in tutta Europa. Si sono consolidati ulteriormente i rapporti d'affari con la camorra per la gestione dei flussi di droga e il controllo di mercati ortofrutticoli. Nonostante questa espansione economica, l'organizzazione sta subendo colpi storici dovuti in primis alla collaborazione con la giustizia di figure apicali (come i fratelli Francavilla). Questa strategia di contrasto sta scardinando l'omertà che ha protetto le "batterie" foggiane per decenni. Le rivelazioni stanno permettendo allo Stato di colpire non solo il braccio armato, ma soprattutto la zona grigia di colletti bianchi che sostiene gli affari della mafia. In conclusione, possiamo affermare tranquillamente che la mafia foggiana è oggi un'organizzazione criminale a doppio binario: mantiene una base di violenza nel foggiano, ma agisce come una moderna mafia imprenditrice nel resto d'Italia, puntando a mimetizzarsi completamente nel mercato legale.

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