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Il lavoro come cura della dignità

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01.05.2026

C'è una parola che attraversa la nostra Costituzione come un filo rosso, una parola che i padri e le madri costituenti hanno voluto porre a fondamento della Repubblica: lavoro. Non è una scelta casuale. È una scelta profondamente antropologica, che riconosce nel lavoro uno dei luoghi privilegiati in cui la persona umana può fiorire, realizzarsi, diventare ciò che è. Hannah Arendt, nella sua analisi della vita activa, distingueva tra labor, work e action, ricordandoci che il fare umano non è mai neutro: è sempre carico di significato, sempre intrecciato alla nostra identità e alla nostra appartenenza al mondo. Il lavoro, quando è degno, non ci aliena da noi stessi ma ci restituisce a noi stessi, ci riempie di valore.

L'identità si costruisce tra ciò che rimane costante e ciò che si trasforma nel tempo. Il lavoro partecipa a questa dialettica: ci offre continuità, ci colloca in una storia, ci inserisce in una rete di relazioni. Quando una persona può "guadagnarsi il pane", non sta........

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