La violenza a scuola adesso ha un pubblico: quando picchiare non basta più

La domanda è scomoda perché sposta l’attenzione dall’aggressore a chi guarda, ride, incita, registra, a chi non alza una mano ma ha sempre a portata di mano lo smartphone. È una zona della violenza adolescenziale di cui parliamo ancora troppo poco, forse perché è più semplice individuare chi colpisce che interrogarsi su chi assiste. I numeri, però, oggi più di ieri, obbligano a farlo.

Secondo i dati ESPAD Italia 2025 diffusi dall’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, 332 mila studenti tra i 15 e i 19 anni hanno assistito nel corso dell’anno a una scena di violenza filmata con un cellulare, oppure sono stati registi in prima persona del fatto, avendola ripresa con il proprio smartphone. L’11,8% era spettatore, il 3,8% dietro l’obiettivo. Nel 2018 il dato complessivo era del 6%. In sette anni è più che raddoppiato. I dati completi sono disponibili sul sito del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Quando la violenza diventa uno spettacolo

Non è l’unico segnale allarmante che merita attenzione. Nel 2025 il 43,4% degli studenti della stessa fascia d’età dichiara di avere agito o subito almeno uno dei comportamenti violenti rilevati dall’indagine. Il 38,3% riferisce la partecipazione a risse. Alcune condotte più gravi restano minoritarie, ma sono cresciute rispetto a qualche anno fa: chi dichiara di avere colpito un insegnante passa dall’1,2% del 2018 al 3,6% del 2025, mentre le minacce con un’arma per ottenere qualcosa salgono dall’1,4% al 3,5%. Certamente, sono dati che richiedono ancora più attenzione per intervenire laddove si innesca questo processo di emulazione e di eccessivo protagonismo.

Dire semplicemente che “i ragazzi di oggi sono più violenti” sarebbe una scorciatoia piuttosto facile. Le risse tra giovanissimi, per esempio, risultano persino meno diffuse rispetto al 2018. Più interessante è osservare che cosa sta cambiando intorno alla violenza: il contesto nel quale avviene, il pubblico che la accompagna, il valore attribuito alla visibilità.

L’emulazione adolescenziale non è nata con TikTok,........

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