Cinque tendenze dell'era della reintermediazione digitale
Anche quest’anno, nel mondo digital e social, sono emerse alcune tendenze che vale la pena osservare con attenzione. Ne ho selezionate cinque, partendo dai casi più interessanti e da alcuni fenomeni che stanno già modificando il modo in cui produciamo e consumiamo contenuti.
Iniziamo con la prima tendenza, che potremmo definire “informazione incidentale”. Secondo il Digital News Report 2026 del Reuters Institute, social media e piattaforme video sono diventati il principale canale di accesso alle notizie a livello globale: vengono utilizzati dal 54% delle persone, più dei siti e delle app delle testate, fermi al 51%. Ma su Facebook, Instagram e TikTok gran parte degli utenti non entra con l’intenzione di informarsi. Le notizie compaiono mentre si sta facendo altro, mescolate a intrattenimento, contenuti personali e pubblicità. Con un paradosso: la fiducia nelle notizie consumate sui social è appena del 22%, contro il 37% registrato per le news in generale. Ci informiamo quindi sempre più spesso nei luoghi di cui ci fidiamo meno.
Secondo trend: la creator economy sta lasciando il posto alla clip economy. Ne ha parlato Ed Elson sulla newsletter di Scott Galloway, partendo dal caso TBPN, un talk show tecnologico acquisito da OpenAI per una cifra che le indiscrezioni collocano intorno ai 200 milioni di dollari. Prima dell’acquisizione, TBPN faceva circa 7 mila live views a puntata, non tantissime. Ma un breve ritaglio della puntata stessa - una clip, appunto - arrivava in media a 257 mila visualizzazioni. E da ogni........
