Sull'immigrazione il governo si decida a fare i conti con la realtà e con la verità

La politica per essere credibile e affidabile deve fondare le sue scelte su analisi veritiere della realtà. Quando non lo fa, e piega la realtà strumentalmente ai propri obiettivi, l'affidabilità della politica scema.

È questo il caso dell'immigrazione gestita troppo spesso con strumentali parole d’ordine finalizzate più a carpire il consenso dei cittadini che non a proporre soluzioni. Un'analisi veritiera dei fenomeni migratori, e non venata da pregiudizi, non può che partire dalle dinamiche demografiche, che in Italia segnano un costante e continuo decremento. Proiezioni al 2075 prevedono una diminuzione della popolazione italiana di 7-8 milioni, attestando il nostro Paese su un totale di 48 milioni di abitanti. Il che apre un "buco" significativo nella tenuta della capacità produttiva del sistema Paese e nelle dinamiche del mercato del lavoro pesantemente segnato dalla riduzione di manodopera disponibile.

Segnalo che già oggi, secondo stime di Confindustria, sono almeno 600.000 i posti di lavoro scoperti per mancanza di professionalità corrispondenti. Una criticità destinata con il tempo ad aggravarsi significativamente. Basterà dire che, con le dinamiche richiamate, il livello di produttività del sistema starebbe in piedi solo portando a 80 anni l’età pensionabile. Il che è evidentemente insostenibile.

Da tutto ciò deriva che l’Italia, per mantenere gli attuali livelli di produttività e benessere, ha bisogno di un "contributo demografico aggiuntivo" che può derivare solo da flussi migratori. Peraltro segnalo che già oggi la gran parte delle collaboratrici familiari sono straniere, così come nei lavori........

© HuffPost