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La proposta di Riad nel nuovo mondo

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06.02.2026

L’ormai assordante brusio sull’intelligenza artificiale che ci annuncia o prossimi miracoli di robot pensanti, o imminenti scoppi di bolle finanziarie che seppellirebbero le tecnologie generative ha del tutto ignorato, almeno in Italia l’ultima edizione dell’ICAN (International Conferenze on Data & AI capacity Building) di Riad, ormai uno dei massimi appuntamenti planetari degli strateghi digitali.

Più di 10 mila fra imprenditori, programmatori, innovatori e responsabili politici di tutto il mondo: una comunità che per quantità e capillarità globale ha reso la Silicon Valley uno dei quartieri di quella città virtuale dove si pianificano le tecnologie del mondo. La parola chiave dell’evento più che data o AI si è rivelata building: proprio la costruzione di sistemi e linguaggi computazionali è la chiave che l’Arabia saudita, e con essa la parte trainante del mondo arabo, ha voluto proporre all’attenzione internazionale.

Siamo sempre su quella sottilissima linea in cui si bilanciano governi autoritari, quale è appunto quello saudita, o quello cinese, e un’inedita spinta individuale a creare nuove soluzioni. Una relazione che sembrava, secondo i guru occidentali, irrimediabilmente a infrangersi sulla contraddizione fra totalitarismo e irrefrenabile pretesa di autonomia dei mondi informatici. 

Prima la Cina ed oggi il caso saudita ci stanno dicendo che se le inevitabili pulsioni libertarie dei gruppi tecnologici vengono coordinate e sospinte da un disegno nazionale allora i conti possono perfino tornare. Lo stato, o meglio il potere nazionale, per reggere la pressione che uno sviluppo digitale esercita, deve trovarsi almeno due passi avanti alle dinamiche commerciali. Lo stato deve pensare di più e meglio rispetto ai proprietari. Da Riad la sfida è proprio ai monopoli americani che fino ad oggi hanno tenuto in ostaggio entrambe le dimensioni, efficienza e libertà. Ora qualcosa scricchiola nel regno di Camelot, in quel centro di irrefrenabili istinti individuali che era appunto la costa ovest americana. E contemporaneamente si affacciano gli sfidanti. Della Cina sappiamo, ma è il polo islamico che oggi diventa un competitore........

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