Oracle di Twarkowski: razionalità e fantasmi nell’intreccio tra umanità e AI
Una delle parole chiave dell’opera teatrale del regista polacco Łukasz Twarkowski è “autenticità”. Lo era nel bellissimo ed entusiasmante “Rohtko”, a tema classico per la materia di cui è fatto il teatro, la confusione tra falso e vero, qui riferito all’arte (e al suo mercato) pièce basata sulla storia vera di una celebre truffa di un falso Rothko (da qui il titolo con la “h” sbagliata) dato per autentico da tutti, mescolando considerazioni sociali a finezze di teoria estetica. Era passato alla prima edizione del Festival Presente Indicativo del Piccolo Teatro di Milano, ideato dal direttore Claudio Longhi per offrire al pubblico del “Teatro d’Europa” (il Piccolo lo è per vocazione e statuto) una selezione dei migliori spettacoli dai festival internazionali. Per la terza edizione 2026, come avevo scritto, era molto atteso il ritorno di Twarkowski con “Oracle” in cui il tema dell’autenticità è declinato in relazione allo spettro incombente del XXI secolo, l’Intelligenza Artificiale.
“Oracle” procede per quadri, con geometria narrativa non lineare, fondendo le unità spaziotemporali tra 1941 e 2022 che però ruota attorno a Turing, il........
