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La settimana santa a passo d'uomo

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02.04.2026

Sarà lo stesso Papa Leone a portare la croce in tutte le stazioni della Via Crucis venerdì sera al Colosseo, luogo di martirio di tanti cristiani. Per la prima volta un Papa accompagnerà passo dopo passo ogni tappa del dolore e della redenzione, che attraversa il cammino della croce.

A ben guardare tutto il Vangelo è un racconto di passi, addirittura, mi permetto di dirlo, di piedi. I piedini del piccolo bambino deposto nella mangiatoia raggiunto dai passi dei pastori e da quelli straordinariamente numerosi dei Re magi e dei loro cammelli (arrivavano veramente da tanto lontano); i piedi calzati di sandali del giovinetto Gesù che si perse nel Tempio; i piedi che si sporcavano di polvere, facevano male, cercavano appoggio, si riposavano la sera. I piedi di Gesù entrano ed escono dalle case, percorrono colline, attraversano mercati. “Sono piedi che ricevono un gesto scandaloso e poetico: un profumo prezioso versato da una donna, asciugato con i capelli”. E sono gli stessi piedi che rivelano una forza “capace di far poggiare il passo là dove non c’è sostegno”, come il camminare sulle acque.

Ma è soprattutto nella Settimana santa che il Vangelo ci si mostra “A passo d’uomo“, come si intitola il libro di padre Antonio Spadaro, gesuita ex direttore della Civiltà cattolica, ora in forza al Dicastero vaticano della Cultura (per Marsilio editore), con una straordinaria prefazione, piena d’amore per il protagonista dei Vangeli, dell’artista americana Patti Smith.

“I piedi - secondo il gesuita - sono la parte del corpo che più di tutte ci dice la verità di una storia che si fa cammino, insieme". Un cammino ben diverso da quello dei follower chiusi nelle loro stanze e camerette, isolati, manipolabili, esposti all’indottrinamento e al bullismo, che innescano la radice della violenza che esplode all’improvviso. Al più riuniti davanti al tavolinetto dell’aperitivo, ma che in maggioranza non fanno l’esperienza fisica e mentale del cammino. Tanto che mi è sembrato strano davvero vederne ragazzi a moltitudine camminare tra le sette Chiese di Roma durante il recente Giubileo. E sulla via Francigena e sul Cammino di Santiago.

L’ingresso a Gerusalemme - spiega Spadaro - è un racconto di passi. Poi c’è l’immagine più scioccante, come oggi, il Giovedì Santo, quella del Maestro che prende un catino, si cinge di un asciugamano e lava i piedi dei suoi. “E i piedi, infine, vengono inchiodati. Il passo si interrompe sul legno, il cammino si ferma“, scrive. La storia sembra finita, eppure riparte, annota Spadaro: quando i suoi compagni lo rivedono, «cadono» di nuovo ai suoi piedi.

Patti Smith ci rende partecipi di una sua esperienza, quasi un pellegrinaggio: “Tempo fa ho visitato Colmar, un’amabile cittadina dell’Alsazia, per vedere l’Altare di Isenheim, un polittico degli inizi del sedicesimo secolo realizzato da Matthias Grünewald... ci si trova davanti la scena della Crocifissione, priva di qualunque bellezza, poiché era chiaramente intento dell’artista farci avvertire fin nel profondo tutta la sofferenza mortale del Messia. A restarmi particolarmente impressi sono stati i piedi martoriati di Cristo. Non sono i piedi sottili e dorati del Crocifisso di Santo Spirito, scolpito da Michelangelo a diciassette anni; né rimandano ai piedi forti e segnati dal lungo cammino, lavati e baciati dai discepoli. Sono deformi e sanguinanti; racchiudono tutta la crudeltà di cui è capace l’essere umano, e ci ricordano il santo calvario di Gesù”.

La città eterna conserva le reliquie di quattro degli antichi dodici camminatori: oltre a San Pietro sotto l’Altare del Papa e il baldacchino del Bernini, morto già anziano, e a Bartolomeo, nella chiesa che porta il suo nome sull’Isola tiberina, nella basilica dei Santissimi Apostoli, c’è un pezzo del femore di San Giacomo il minore, e poi, proprio un piede, quello di Filippo che reca il segno del chiodo della crocifissione, il martirio che subì a Ierapolis (Turchia). Tornato alla luce dieci anni fa, nell’aprile del 2016, per volere di Papa Francesco, è un piede d’osso quasi intero. Ma consumato dal camminare.

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