menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Iran, l'avventuristica incompetenza di chi ha voluto la guerra

28 0
24.03.2026

Facciamo un passo indietro. Un paio di giorni fa il New York Times titolava: “Israele pensava di poter fomentare una ribellione all'interno dell'Iran. Ciò non è accaduto”. E poi, nel sommario: “Finora sono andate deluse le speranze del presidente Trump che un piano israeliano per innescare una rivolta interna contro il governo teocratico iraniano potesse porre fine rapidamente alla guerra”. In pratica, spiegava il quotidiano, Trump si sarebbe fatto convincere dall’intelligence israeliana secondo cui, iniziata la guerra, il Mossad avrebbe potuto “galvanizzare l’opposizione interna, innescando rivolte e altri atti di ribellione che avrebbero potuto portare a un collasso del governo iraniano”. Uccidere subito i leader della Repubblica Islamica, insieme a operazioni di intelligence volte a incoraggiare il “regime change”, avrebbe dovuto insomma condurre a una rapida fine del conflitto. Ora però l'intelligence israeliana avrebbe dovuto riconoscere che “il governo teocratico iraniano è indebolito ma intatto, e che la diffusa paura delle forze militari e di polizia iraniane ha smorzato le prospettive sia di una nascente ribellione nel paese, sia di incursioni transfrontaliere da parte di milizie etniche al di fuori dell'Iran” - in primo luogo i separatisti curdi.

Ma fermiamoci qui, per non affondare il coltello nella piaga di 90 milioni di iraniani che contano già oltre 3000 vittime, (fra cui 1500-2000 civili e 200 bambini), e hanno visto in tutto il Paese la distruzione di case, scuole, ospedali e altre infrastrutture civili, mentre a Teheran l’incendio di alcuni serbatoi di petrolio appesta l’aria da settimane, con gravi conseguenze per la falde acquifere e l’ecosistema. Fermiamoci qui perché in realtà ce ne sarebbe già abbastanza per pretendere le dimissioni, per palese incompetenza........

© HuffPost